STORIES/REPORTAGE

FROM DOWN TILL DUSK

Molise Italy

Un mestiere, purtroppo, in via di estinzione, ormai quasi scomparso, che non ha ragione di esistere in un paese industrializzato, globalizzato, inghiottito dalle multinazionali. Per fortuna ci sono ancora realtà, posti, persone, sulle montagne dell’appennino, che lottano contro un sistema che, inevitabilmente, li trascina verso l'isolamento. Vivono, o più precisamente sopravvivono, ancora di pastorizia, quella vera, quella di una volta... Con un gregge di quasi 160 ovini, Antonio, ogni giorno da quando era bambino, si inerpica sulle montagne carsiche dell’appennino molisano e lì consuma, passo dopo passo, la passione per un lavoro duro, ma nello stesso tempo affascinante! Ogni attimo della sua giornata è pervasa da sacrificio, fatica, solitudine, ma anche da libertà, valori, rispetto e simbiosi con la natura. Le sensazioni che si provano nell'osservare Il vivere quotidiano del pastore con gli animali, in particolare con i propri cani , è un susseguirsi di emozioni, di suoni, di odori, difficili da trasmettere e che solo il contatto con il paesaggio montano autentico ti permette di percepire. I cani sono gli artefici e hanno un ruolo fondamentale nella gestione e nella protezione del gregge. In particolare il cane “Jack“ risponde, con prontezza di riflessi, in maniera quasi surreale, impeccabile ad ogni comando del pastore, affinché il gregge possa percorrere, nella massima sicurezza, il sentiero prefissato o improvvisato a causa delle situazioni climatiche o di pericolo, per la presenza di predatori come il lupo. Dall'alba al tramonto, sette giorni su sette, quasi per tutto l’anno, senza ferie e festività, la mandria e il suo pastore lasciano lo stazzo o la rimessa invernale, per dirigersi sulle alture, calpestando rocce, esposti al vento, alle intemperie, scottati dal sole, per cercare di sopravvivere al fine di evitare un annunciato crepuscolo…

IN TRENO OLTRE LE FORESTE 

"Visita la sezione books"

 

Sul finire del 2015 io e il mio amico abbiamo deciso di intraprendere un viaggio. La Romania ci balzò immediatamente all'occhio come una perla in un'ostrica; una terra misteriosa rimasta incastonata nella Vecchia Europa orientale come un gioiello perduto. 
Gli antichi Romani la chiamavano Dacia, in epoca moderna è conosciuta come Romania. Dalle pianure che bordano il Mar Nero alle montagne dei Carpazi, che circondano la Transilvania come un gigantesco anello di pietra, si ha una vastità di paesaggi e culture rimasti, molto spesso, bloccati nel tempo dell'evoluzione moderna. La Romania, una terra che ha ispirato molte persone: imperatori, scienziati, scrittori, naturalisti, reporter, politici. E chi più ne ha ne metta.
Non vi fu alcun dubbio: dovevamo visitare questa magnifica terra. Dopo alcuni giorni a Bucarest, rimasta sospesa tra antico e moderno come una bellissima fata in un bosco, ci recammo una mattina gelida alla stazione dei treni: rotta a nord, attraverso i Carpazi, nel cuore della Transilvania. 
Iniziò un'avventura che ci separò dal caos moderno: è stato letteralmente come tornare indietro nel tempo. 

"WORK IN PROGRESS"

MICHEL CASERTANO ( tra arte e natura)


Da ormai quarant’anni, in una casa in campagna, isolata, circondata da boschi, nei pressi di un tranquillo paese nella provincia di Campobasso, vive un artista nella sua dimora sprovvista di ogni confort basilare: energia elettrica, gas, acqua corrente. L’artista lavora il terreno attiguo e, in alcuni periodi quando si sente ispirato, dipinge, crea quadri, disegni, sculture… Ha provato da giovane a vivere in un appartamento in città, ma non gli piaceva, si sentiva oppresso e nelle conversazioni ripete spesso:” Mi piace la terra, la natura, gli spazi aperti...in essi c' è magia, come nella pittura, la terra la posso toccare, accarezzare e mi restituisce il frutto del mio sudore, mi dà la salute, la serenità e mi permette di stare sempre in pace con me stesso “. Michel Casertano, nasce a Gambatesa, in Molise, nel 1934.
E’ scultore e pittore , sin dalla prima giovinezza si appassiona alla scultura e solo in secondo momento, si dedica alla pittura. E' uno dei più apprezzati pittori impressionisti oggi esistente, nella sua carriera riceve numerosi premi e riconoscimenti internazionali, tra cui il prestigiosoPremio Van Gogh “ conferitogli a Parigi nel 1968.
Ha esposto i suoi quadri in numerose mostre e ha diffuso le sue opere e la sua arte attraverso collezionisti di: Montreal, Los Angeles, Parigi, Hannover, Lyon, Rotterdam, Bruxelles, Roma e tante altre città.

LA TRANSUMANZA

 Molise Italy

Transumanza (2016)

Una tradizione in vita da secoli, duecento anni di transumanza dalle pianure della Puglia alle montagne del Molise. Una famiglia in viaggio con 300 bovini, venti mandriani, 4 giorni e 180 km da percorrere sui sentieri verdi dei tratturi. Una traversata antica, un percorso pieno di tradizione, di bellezza paesaggistica in un territorio incontaminato, echeggiato dal suono tipico dei campanacci, che trasmette e fa rivivere emozioni profonde di altri tempi.


IO PARLO ITALIANO! LA STORIA DI SHAMBO (2011)


*"Progetto esposto nella X giornata del contemporaneo (Associazione dei Musei D'arte Contemporanei italiani) e nella selezione internazionale Prima luce nell' anno 2014 presso il palazzo Ducale di Genova"

Ho lavorato a questo progetto per circa due anni, ciò che racconto è la storia di Shambo un ragazzo che proviene dal villaggio di Kalahati in Bangladesh. Dopo essere espatriato dalla sua terra nativa per problemi familiari, economici e soprattutto perseguito dall'islam per la sua fede induista, decide di rivolgersi a degli strozzini per superare i confini e sbarcare in Libia. Ma la guerra civile lo costringe ancora una volta a partire e si imbarca per l'Italia. Così racconta Shambo: “ Ho visto morire 70 persone di sete”. Il mio intento è stato quello di documentare le vicissitudini iniziali e la successiva integrazione in una piccola comunità molisana.

UN CONSAPEVOLE RITORNO!

A short story (2016)

"Work in progress"

Vincenzo classe 1965, spinto da una forte ricerca di se stesso, decide di intraprendere una nuova strada professionale, lasciandosi alle spalle un’avviata e fiorente attività. Ricerca un lavoro che gli possa dare la possibilità di trovare sintonia e equilibrio… si dedica, come in passato fecero i suoi genitori, ad un lavoro, forse più umile, ma sicuramente molto importante…il lavoro nei campi quello del contadino. Vincenzo non ama la super tecnologia, coltiva ancora come si faceva una volta, per lui l’uso eccessivo dei mezzi tecnologici ha “estirpato i sentimenti”, “la competitività ci ha fatto perdere il ciclo spirituale delle cose, ha rovinato in qualche modo il nostro vivere… si sposta spesso tra le sue dimore con un vecchio Van volkswagen transporter degli anni 80, dove di tanto in tanto bivacca per agevolarsi il lavoro, ma soprattutto per sentirsi libero, libero di aver avuto il coraggio di sognare un modo di vivere diverso, non conformistico, non convenzionale, duro, non semplice, ma che dà la possibilità di vedersi dentro e sentirsi in piena sintonia con ciò che si è, in piena simbiosi con la natura. “Mi mancava qualcosa e quel qualcosa me lo ha dato la terra”.

WORK IN PROGRESS

TRA TERRA E MARE 

Abruzzo, Italia (2008)

"Trabucchi macchine ingegnose, che restino intatte al loro posto a testimoniare un capolavoro di architettura, di ingegno umano e per ammirarli nella loro infinita solitudine tra terra e mare"


CITY LIMITS

 

Il progetto è stato realizzato nella periferia della città di Campobasso. Rappresenta il concetto di limite, limite inteso come dimensione da oltrepassare. Si potrebbe aggiungere che l’ idea di confine segna la fine di un qualcosa e l’ inizio di un’altra. Infatti i limiti rappresentati potrebbero essere reali, ma se si osservano meglio anche simbolici ed indefiniti. L’idea di limite è stata espressa tramite linee varie e catturando azioni quali lo scavalcare, l’oltrepassare ed entrare in un’altra dimensione…


 

SULLA STRADA IN BICICLETTA 

(Montenegro-Croazia-Bosnia Erzegovina) bn vers/1 (2013)

Improvviso un viaggio insieme ad un amico e in sella alla mia bici e con una macchina fotografica al collo filmo e fotografo attraverso la mia visione, il mio sentimento e il mio vedere: Strade, villaggi, città e la gente di un paese la Bosnia Erzegovina capace di sorridere e di sperare dopo una guerra civile, una guerra mondiale nascosta. Sono immagini d'istinto, molte volte scatto non scendendo neanche dal mezzo quindi diventano per me “visioni in bicicletta”. L avventura parte dal Montenegro precisamente da Bar, passando per la Croazia attraversando una parte della Bosnia arrivo a Sarajevo.“Corro” lungo le strade per 500km in sella e circa 2000 km su treni, autobus, traghetti e facendo l'autostop...